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3月3日 L'UPUPA, l'uccello calunniato dai poeti...Poichè da che mondo è mondo l' UOPO ama l'UPUPA (tranquilli, mi sono capita solo io...), ho deciso di fare un intervento su questo uccelletto... ![]() L'upupa è lunga 25-29cm, con apertura alare di 44-48cm. Il piumaggio è inconfondibile, marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il capo è provvisto di un ciuffo erettile di penne, il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso. I sessi sono simili. L'Upupa è diffuso nell' Europa centro-meridionale, in Asia e Africa settentrionale. Migra verso i tropici in inverno. È amante dei luoghi secchi dove si può incontrare presso boschetti o frutteti o lungo strade sterrate dove spesso si concede bagni di polvere. È presente anche nelle zone verdi delle città. Da marzo a giugno la femmina depone in una cavità 5-7 uova bianco-verdastre che vengono covate per 15-20 giorni. Dopo 3-4 settimane i piccoli lasciano il nido. Le covate possono essere 2 all'anno. L'upupa si nutre di larve di invertebrati, grossi insetti, lombrichi, molluschi e ragni. L'upupa è pressoché inconfondibile per il piumaggio caratteristico,il ciuffo sul capo, il suo verso, e il volo che somiglia a quello di una grossa farfalla. Nella mitologia il suo verso "pu-pu-pu" era considerato presagio di sventura. Per questo motivo (associato al fatto che canti anche al crepuscolo) nella cultura popolare è tutt'ora chiamato "uccello del malaugurio" e con questa immeritata nomea compare anche in Dei Sepolcri di Ugo Foscolo. Eugenio Montale tuttavia, nella raccolta Ossi di seppia, definisce l'upupa un uccello "ilare" calunniato dai poeti. 1月24日 Ibis ScarlattoPer chiunque si sia chiesto che razza di bestia sia quella che ho messo in avatar, ecco la risposta: IBIS SCARLATTO.
Non si tratta quindi di un tucano, come anche io erroneamente credevo all'inizio.
Il carattere distintivo essenziale dell'ibis rosso è dato dalla nudità della faccia: per tutto il resto, le sue differenze morfologiche rispetto al mignattaio sono assolutamente marginali e trascurabili. Misura in lunghezza circa sessanta centimetri, e ne ha otto di coda e venticinque d'ala; il suo piumaggio nella bella stagione è di color rosso-vivo uniforme, salvo qualche macchia bruno-nera sulle remiganti, mentre diventa più chiaro e tendente al grigiastro dopo la prima muta, rosa pallido con la seconda, e via via, con le successive, si viene avvicinando al colore dell'abito più bello. L'occhio è giallo, il becco bruniccio alla punta e rosso-carne alla base, e questo stesso ultimo colore si trova distribuito anche sulle regioni nude, vale a dire la fronte, le redini e la gola; mentre il piede è giallo-carnicino. Le differenze di tinteggiatura degli individui giovani consistono nel bruno-pallido del dorso, nel bianchiccio delle parti inferiori e nel fatto che le parti nude sono color carne ed il becco gialliccio. L'ibis rosso ha la sua patria nell'America centrale e nel settentrione dell'America meridionale fino al Rio delle Amazzoni; partendo di là, qualche volta giunge fino al sud degli Stati Uniti; parecchi esemplari sono anche stati osservati sulle coste dell'Arabia, mescolati ai molti altri uccelli d'acqua che colà abbondano in stuoli rumorosi, eleganti e variopinti. Le abitudini di vita di questi uccelli non si scostano da quelle degli altri componenti della stessa famiglia. In cattività, l'ibis rosso non è frequente, anche se allevarlo, quando lo si catturi in giovane età, sia tutt'altro che complicato. Si addomestica molto facilmente, e gli occorrono due anni per raggiungere lo sviluppo degli adulti; è un vero peccato, tuttavia, che in gabbia esso non riesca mai ad assumere la splendente, elegantissima colorazione rossa che lo distingue in condizione di libertà. La causa è probabilmente da ricercare nelle differenze inevitabili, di clima, di alimentazione e di situazione vitale complessiva. |
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